Sostenibilità

Cosa sono i Sustainable Aviation Fuel (SAF)

Andrea Tini

Le compagnie aeree e più in generale l'industria aeronautica si stanno impegnando sempre di più in sinergia nel migliorare e ridurre le emissioni di agenti inquinanti nell'atmosfera e per questo motivo il loro impegno sta portando alla realizzazione di carburanti sostenibili per l'aviazione, comunemente chiamati Sustainable Aviation Fuel (SAF).

Che cosa sono i SAF?

I SAF sono delle tipologie di carburante per aviazione sostenibile non sono molto diversi dai carburanti di origine fossile da un punto di vista chimico, tuttavia, se ne differenziano per fonte.

Questi combustibili alternativi potranno essere ottenuti da una cosa molto comune ma soprattutto abbondante: la spazzatura. Alcune materie utilizzate per realizzare i SAF sono oli esausti, rifiuti solidi provenienti da abitazioni e aziende, come imballaggi, carta, tessuti e avanzi di cibo e poi rifiuti forestali, come gli scarti di legno, piante ed alghe.

Che vantaggi porta?

I vantaggi che apporterebbero sono multipli: primo su tutti è la capacità di abbattere le emissioni di CO2 dell’80%. Essendo il SAF chimicamente simile ai carburanti tradizionali non va a ridurre le emissioni grazie ad una ridotta percentuale di anidride all’interno dei gas di scarico. Bensì, va ad evitare le emissioni dovute al trattamento finale della spazzatura che altrimenti le discariche e gli inceneritori genererebbero.

Inoltre, è possibile non andare ad effettuare particolari stravolgimenti alle infrastrutture ed aeromobili attualmente in utilizzo, che altrimenti comporterebbero un enorme ostacolo tecnologico per la diffusione di questi carburanti.

In aggiunta, l’aeromobile sarebbe in grado di percorrere lunghe distanze grazie alla elevata densità energetica che si riuscirebbe a stoccare all’interno dei serbatoi.

Questa caratteristica è quasi assente nelle motorizzazioni ad idrogeno, le quali, avendo una ridotta densità di energia, sono adatte a spostamenti medio-corti. Anche gli aerei elettrici hanno questa limitazione anche se creata dal grande peso del pacco batterie.

Tuttavia, allo stato attuale il costo di questa materia prima risulta l’ostacolo principale all’utilizzo di tale tecnologia su larga scala, il che ad oggi non lo rende un’alternativa conveniente alle attuali fonti convenzionali.

Come si produce il SAF?

È ovvio che le compagnie petrolifere siano quelle maggiormente responsabili del cambiamento climatico. Nonostante ciò, BP assieme a Fulcrum Bioenergy stanno investendo ingenti capitali per riuscire a produrre i SAF in maniera efficiente ed economica.

Il ciclo di produzione è costituito da 4 semplici step:

  1. In principio si va a raccogliere ed accumulare la materia prima come spazzatura ed oli esausti in appositi magazzini tramite gli enti adibiti alla gestione dei rifiuti. Successivamente la spazzatura viene triturata in modo tale da rendere più agevole il trattamento di quest’ultima durante la raffinazione.
  2. I rifiuti vengono in seguito processati all’interno delle bioraffinerie, nei quali è possibile ottenere il syncrude: una sorta di petrolio greggio sintetico. Questo materiale viene poi trasportato all’interno di raffinerie convenzionali dove si otterrà finalmente il carburante per l’aviazione.
  3. Tuttavia, il SAF per poter essere adoperato sugli aerei deve necessariamente essere miscelato al 50% con il combustibile d’origine fossile.
  4. Si vola!

Cosa sono gli eSAF?

Gli eSAF sono anch’essi una tipologia di carburante alternativo, tuttavia hanno alcune differenze in molteplici aspetti rispetto ai SAF precedentemente citati. Il processo produttivo inizialmente prevede di scindere le molecole di acqua in ossigeno ed idrogeno per via elettrolitica.

L’energia utilizzata per realizzare gli eSAF deve essere strettamente rinnovabile; infatti, facendo così le performance di abbattimento delle emissioni migliorano ulteriormente.

L’idrogeno così ottenuto viene fatto reagire con l’anidride carbonica producendo monossido di carbonio. Infine, si fanno reagire il monossido ottenuto e l’idrogeno per poter generare il carburante sintetico; questo processo è chiamato “Fischer-Tropsch process